All’interno della crescente produzione letteraria degli immigrati troviamo un
corpus di opere narrative per bambini e ragazzi scritte direttamente in lingua italiana
che inizia a formarsi nei primi anni Novanta – dunque con un percorso coevo e
parallelo alle scritture migranti per adulti –, e che oggi ha assunto una dimensione
significativa, ma in attesa di riconoscimento. Si tratta di un settore rimasto
nell’ombra: mancano studi critici, brevi contributi, ricostruzioni bibliografiche
solo. Le diverse, e meritorie, riviste letterarie online nonché i vari siti dedicati alle
culture e alla letteratura dell’immigrazione non hanno sfiorato, neppure
incidentalmente, l’argomento. Le bibliografie e le banche dati sugli scrittori migranti,
sia quelle presenti su internet, sia quelle pubblicate in volume, in genere omettono i
testi per l’infanzia e la gioventù. Parimenti, le riviste specializzate di letteratura per
ragazzi non sono andate oltre la segnalazione o la recensione delle opere di alcuni
autori. Non mi sembra poi che i concorsi letterari sulle scritture della migrazione
abbiano prestato attenzione alla letteratura per l’infanzia
A cosa si deve questa scarsa considerazione? In primo luogo, occorre riconoscere
che la letteratura italiana per ragazzi non ha trovato molti scrittori della migrazione
che si siano dedicati a questo tipo di scrittura, e quindi si tratta di un fenomeno
meno evidente dell’altro, considerato più «maturo» e corale; il gruppo di autori che
ha scritto e scrive per i più giovani è decisamente più circoscritto e costituito da
tante voci soliste, che tracciano percorsi talvolta molto personali. Pochi, pochissimi
sono quelli che hanno «battuto» questa strada con costanza, con più prove
narrative, mentre sono molti gli autori di un solo libro, i «migranti che scrivono»
(Gnisci 2002, 194-195; 2003, 173). In secondo luogo, può aver influito la tradizionale
«marginalità» della letteratura per l’infanzia e per la gioventù – non a caso
denominata dagli specialisti della materia, «la grande esclusa» –, con canali
autonomi, per addetti ai lavori. Da qui la scarsa visibilità anche della produzione
italofona per ragazzi degli stranieri. In terzo luogo, è mancato quel complesso
diversificato di risorse di cui la letteratura della migrazione per adulti ha potuto
avvalersi nell’ultimo decennio, e che ha legittimato, valorizzato, sostenuto,
accompagnato, creato spazi ai giovani scrittori migranti, ha contribuito a dare
visibilità – seppure di «nicchia» – a una scrittura che stenta a farsi spazio nel
panorama italiano
È mia convinzione che tutti questi fattori abbiano un peso nel nostro discorso,
benché a motivare l’assenza delle opere per ragazzi degli scrittori migranti nelle
bibliografie sulla letteratura della migrazione, e più in generale nel dibattito
scientifico, sia più semplicemente la scarsa conoscenza di una produzione piuttosto
giovane e dispersiva, pubblicata soprattutto da piccole case editrici, talvolta semiclandestine,
alimentata anche dall’esistenza di canali paralleli tra letteratura per
adulti e letteratura per ragazzi.
Ciò nonostante la letteratura italofona degli stranieri per bambini e ragazzi ha al
suo attivo, come vedremo, alcune prove letterarie importanti e alcuni autori hanno
ottenuto un successo, di critica e di vendite, incomparabile con qualsiasi scrittore
migrante per adulti
che pubblica stabilmente per i giovani, un gruppo di autori che sta crescendo e che è
destinato a crescere e farsi sentire nei prossimi anni. In questo senso, insegna
l’esperienza dei Paesi a tradizione migratoria (e coloniale) più risalente nel tempo: in
Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, tanto per citare alcuni paesi, la
narrativa per ragazzi è ricca di voci migranti, di prima e seconda generazione, e
molte di queste narrazioni sono oggi tradotte anche in Italia.
http://www.comune.bologna.it/istruzione/cd-lei/convegnoletteraturemigranti/images/documenti/Materiali_convegno/luatti.pdf